Abbiamo deciso di tradurre in italiano alcuni articoli usciti per la rivista The Quietus. La prima traduzione è una parte dell’introduzione scritta dalla rivista per lanciare una serie di inchieste sulla connessione tra neonazismo e sottoculture.
Abbiamo tralasciato la prima parte (una panoramica di taglio storico delle connessioni tra sottoculture e nazi-fascismo) perché per quanto ci riguarda è storia nota (e ci pesa il culo), ma potete leggerla, chiaramente in inglese, a questo indirizzo.
La seconda parte dell’articolo, che abbiamo al contrario tradotto e trovate qui sotto, definisce l’intento originale (e politico) della rivista: far luce su come la presenza dei nazisti in alcune scene musicali sia stata normalizzata e perché non solo gli elementi esplicitamente reazionari presenti nelle stesse ma anche una parte di pubblico che si ritiene “apolitica”, supporta e favorisce le istanze razziste, anti-LGBTQI e sessiste all’interno dei propri spazi.
Naturalmente se l’intento di The Quietus si ferma alla denuncia, un approccio appunto giornalistico, il nostro obiettivo è rafforzare la nostra conoscenza del nemico per opporre ai razzisti una forza capace di spezzare le catene che imbrigliano certe sottoculture a fenomeni consumistici e di mercato, più o meno inaccessibili a persone che non si conformano al modello di comunità ideale dei fascisti e dei nazisti.
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