Condividiamo il testo pubblicato dall’Antifascist Black Metal Network in merito alla situazione venezuelana. Sebbene la nostra lettura sia un pochino differente da quella dex compagnx del network, riconosciamo l’importanza della loro presa di posizione, di cui facciamo nostra le tesi di fondo: Maduro non è il socialismo (anche perché rigettiamo ogni icona, e non crediamo che il socialismo possa essere realizzato dal capo di una nazione)/opponiamoci all’ingerenza imperialista statunitense nell’America Latina.
Ciò che invece vogliamo aggiungere al testo del network è quanto segue: i richiami alla solidarità che vediamo rimbalzare a destra e sinistra in questi giorni, rischiano di restare (nel migliore dei casi) vuoti slogan, se non siamo in grado di individuare come le propaggini dell’imperialismo si sviluppino a partire dai paesi in cui viviamo e da cui scriviamo: un potere colonialista che i nostri governi e le strutture del dominio capitalista agiscono a partire dalle imposizioni di embarghi e sanzioni economiche. Misure che colpiscono quasi esclusivamente gli strati proletari delle popolazioni da soggiogare, quegli strati con cui solidarizziamo prevalentemente a parole, lasciando invece spazio all’azione di chi ci governa e che muove le sue pedine (che passano anche dal rapimento di un capo di Stato!) per massimizzare l’estrazione di risorse e plusvalore a scapito degli interessi del proletariato internazionale.

Come se volesse battere il 2025 in quanto a schifo, il 2026 ci ha scaraventato addosso fin dal 3 gennaio quello che alcuni di noi già temevano: l’amministrazione Trump ha utilizzato l’esercito statunitense per intervenire direttamente in un paese latinoamericano per la prima volta da decenni, con i commando statunitensi che hanno rapito il presidente venezuelano Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores, oltre a sferrare attacchi aerei contro almeno cinque obiettivi militari, insieme a porti e aeroporti. Trump accusa Maduro di “narcoterrorismo”. Che lo stesso Trump abbia recentemente graziato Juan Orlando Hernández, ex presidente dell’Honduras, che stava scontando una condanna a 45 anni per traffico di droga, non ha importanza. Quello che sta facendo Trump non è combattere la “droga”, e non è “liberare” un paese da un dittatore (sebbene, sì, Maduro lo sia — ne parleremo dopo), ma cercare di riaffermare il dominio dell’imperialismo USA contro l’ascesa della Cina come potenza mondiale, usando quelle stesse dottrine coloniali che guidano gli Stati Uniti da molto tempo — ma che non sono state usate direttamente da alcuni decenni nel continente sudamericano. Quanto accaduto stabilisce un precedente estremamente pericoloso per il resto del mondo, in particolare per il resto dell’America Latina e specialmente per altri paesi con grandi quantità di risorse naturali, come Brasile e Colombia.

La lotta contro il fascismo non può essere separata dalla lotta contro il capitalismo, e tanto meno dalla lotta contro il colonialismo,storicamente uno degli obiettivi principali delle organizzazioni fasciste di tutto il mondo. Ma sia chiaro: la posizione di ABMN contro questa aggressione non deve essere confusa con il sostegno al governo di Maduro. L’uomo è un brutale dittatore, che ha rubato almeno un ciclo elettorale e ha usato la brutale repressione di stato per imporre miseria e fame alla maggioranza dei venezuelani, garantendo al contempo lusso e agiatezza agli alti gradi dell’esercito. Non è difficile capire perché, purtroppo, una gran parte di venezuelani sostenga le azioni di Trump, né perché otto milioni di persone siano fuggite dal paese negli ultimi undici anni. Quello che dobbiamo tenere a mente, tuttavia, è che il destino di Maduro deve essere deciso dal popolo venezuelano, non da un pedofilo suprematista bianco che a malapena riconosce le persone di colore come esseri umani. Nepppure dobbiamo dimenticare come OGNI SINGOLA VOLTA che gli USA hanno attaccato un paese con la scusa di rovesciare un dittatore la situazione per i suoi oppressi e sfruttati sia degenerata e peggiorata. Non dobbiamo mai dimenticare l’Iraq e l’Afghanistan, per citare solo due esempi, anche perché questo NON è qualcosa di nuovo o un’esclusiva di Trump, nonostante quello che alcuni liberali scandalizzati possano dire — Obama, Bush e molti altri hanno agito allo stesso modo. L’intera storia degli Stati Uniti è una storia di saccheggio, rapina e asservimento del resto del mondo, in special modo del resto del continente americano.

Cosa possiamo fare? Il Venezuela e l’America Latina più in generale si stanno affacciando a tempi estremamente difficili. Non c’è una semplice via di uscita, anche perché c’è ancora moltissimo di oscuro e nascosto. In questo momento, il nostro compito è mostrare sostegno a coloro che stanno combattendo contro l’invasione, inclusi quelli all’interno degli USA, così come la possibile nuova ondata di rifugiati che potrebbe essere spinta all’esodo. Se c’è una manifestazione vicino a te a cui puoi partecipare in relativa sicurezza, prendine parte; se puoi esprimerti come band o artista, fallo, anche un semplice “Trump,giù le mani dal Venezuela” aiuta più di quanto tu possa immaginare. E più di ogni altra cosa, prendi parte alla guerra di propaganda, perché in qualunque continente tu sia, ci saranno persone che cercheranno di distorcere la narrazione, sia per sostenere questo atto di aggressione imperialista e invocarne di simili, sia per dipingere Maduro come un santone della sinistra internazionale e sostenere, in nome di un anti-imperialismo di facciata, qualche altro dittatore che non ha alcun diritto di opprimere il suo popolo

TRUMP, GIU’ LE MANI DAL VENEZUELA!

BLACK METAL IST KRIEG – CONTRO L’IMPERIALISMO E IL COLONIALISMO!

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